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MUSEO DIOCESANO DI OGLIASTRA

 

Museo Diocesano dell’Ogliastra 

   Il Museo, insieme con la biblioteca diocesana e l’archivio storico, ha sede nel primo piano dell’edificio del Seminario vescovile, quest’ultimo costruito in varie riprese tra il 1936 e il 1954, con successivi interventi di ammodernamento, sino al 1993. L’edifico presenta linee geometriche sobrie ed essenziali, secondo il gusto degli anni ’50, ed è articolato in quattro piani. Al piano terra, la cappella ed il refettorio sono stati ornati, nel 1992, con buoni affreschi dal pittore pisano Paolo Maiani, allievo di Pietro Annigoni.

Il Museo (ristrutturazione di F. Pisu), nato per volontà del Vescovo Mons. Antioco Piseddu ed inaugurato il 27 maggio del 1995 è collocato in una vasta sala ed altri ambienti attigui. Accoglie varie raccolte, alcune già di proprietà della diocesi, del Seminario e di altri enti ecclesiastici, altre di privati e frutto di nuove acquisizioni.  Sono inoltre presenti vari oggetti donati allo stesso Vescovo, del quale è nota la passione per i fatti culturali e artistici.

   Il criterio che ha inspirato l’ordine espositivo è quello di dare al visitatore un quadro, sia pure sommario, del territorio e della storia dell’Ogliastra e della Diocesi. Il museo vuole essere quindi invito alla conoscenza della propria identità territoriale e alla memoria storica, nella consapevolezza che la maggior povertà di un popolo è quella di non avere memorie e una storia con cui confrontarsi e cui ancorare il presente, per proiettarsi verso il futuro. Nel museo si possono quindi ripercorrere, a larghi tratti, i periodi storici del territorio e della Chiesa che in esso sussiste. I periodi di vuoto totale sono rievocati con didascalie e anche con fotografie e riproduzioni di oggetti conservati altrove.

   Alcuni oggetti più rari e preziosi sono esposti in copia per motivi di sicurezza. Il museo si articola nelle seguenti sezioni:


Sezione A - Storia naturale, archeologia.

   Per primo in ordine cronologico si trova la raccolta di minerali e fossili e quella dei reperti archeologici, che riguarda la preistoria, il periodo nuragico, punico e romano. Per ampliare i riferimenti storici e facilitarne la comprensione specie ai giovani studenti, sono esposti anche oggetti di cultura etrusca, con la quale la civiltà nuragica ebbe frequenti contatti.

   Qualche oggetto riferito al periodo bizantino aiuta a colmare il vuoto di memorie storiche tra il periodo romano e quello giudicale.


 Sezione B – Storia della Diocesi

   La storia della Diocesi comincia con il periodo giudicale. Fu infatti fondata intorno all’anno mille, dal Vescovo San Giorgio di Suelli, con sede nella cittadina della Trexenta, a una quarantina di km da Cagliari. Il museo espone alcuni oggetti e immagini con riferimento al Santo Vescovo, come invito ad approfondire la conoscenza. In questo senso sono esposti i libri più significativi che lo riguardano e la riproduzione di alcune antiche immagini. Segue l’elenco dei vescovi suoi successori, nella sede di Suelli sino al 1420, quando Papa Martino V unì la Diocesi a quella di Cagliari.

   La ricostruzione con sede in Tortoli avvenne nel 1824, con bolla di Papa Leone XII. E’ esposta la fotocopia del documento che presenta eleganti fregi di ornato. La Diocesi cambiò ancora sede nel 1927, quando Papa Pio XI, la trasferì a Lanusei. Nel museo è esposta la serie dei ritratti di tutti i vescovi, che si sono succeduti nelle sedi di tortoli e Lanusei; alcuni sono pregevoli dipinti dovuti al pennello di ottimi pittori sardi, altri antiche fotografie, o riproduzioni recenti. Ci sono anche oggetti loro appartenuti o dell’epoca, e alcuni documenti magistrali da loro emanati.


 Sezione C – Suppellettili liturgiche e ricordi della vita culturale e religiosa

   Sono esposti numerosi oggetti provenienti dal territorio ogliastrino: vari pezzi di argenteria di uso liturgico e domestico, preziosi paramenti antichi con artistici ricami, documenti vari di interesse storico, una collezione di monete e di medaglie, antichi amuleti e rosari sardi, antichi registri parrocchiali, libri rari e preziosi.


 Sezione D – Testimonianze storiche

   Alcuni oggetti esposti meritano particolare attenzione. segnaliamo tra gli altri: la pergamena con scritta in ebraico e latino, risalente al sec. XIII, scoperta nella rilegatura di un libro del 1500 della biblioteca diocesana e contenente un testo di letteratura rabbinica: è stata studiata dagli esperti dell’Archivio Segreto Vaticano; un frammento cartaceo con una preghiera coranica, di ambito marinaresco del secolo XVIII, scritta in arabo magrebino che si può pensare sia appartenuta a qualche “pio pirata barbaresco” che veniva a depredare la Sardegna e affidava ad Allah la riuscita della sua impresa; una lunga striscia di pergamena, con disegni e scritta in caratteri amarici, dell’Etiopia del secolo XVIII contenente preghiere deprecatorie contro il male, da ricollegarsi alla avventura coloniale italiana in Africa; il reliquario di S. Maria Navarrese, gioiello, di arte ispano – mussulmana del secolo XI, con scritta augurale in caratteri cufici; una statuetta di Ercole in bronzo di fattura ellenistica; una Madonnina di Monserrato in pietra arenaria datata XIV secolo, probabilmente appartenuta a qualche soldato dell’esercito aragonese, venuto a conquistare la Sardegna nel 1324; una copia del noto “Libro de todas las gracias”, contenente i privilegi e le concessioni dei re e dei feudatari alle popolazioni di Ogliastra. La stampa è dovuta alla tipografia dei frati Domenicani di Cagliari del 1738. Se ne conoscono solo altri due esemplari; alcune antiche icone orientali; vari dipinti di artisti italiani e sardi, una ricca collezione di xilografie e stampe.

   Sono esposti anche alcuni documenti che recano la firma dei re Carlo Alberto e Carlo felice e della regina Maria Teresa. Preziosa è anche una lettera autografa del Beato Don Michele Rua, salesiano e successore di Don Bosco alla guida della Società salesiana, recante in terza pagina, una riproduzione di una lettera di Don Bosco. Ci sono anche le firme autografe di tutti i papi di questo secolo e numeri di antichi giornali stampati in Ogliastra.

   Si può ricordare ancora la raccolta di antiche fotografie riferentesi ad avvenimenti della Diocesi e a prestigiose istituzioni che ne hanno caratterizzato il cammino: l’Istituto Salesiano di Lanusei fondato nel 1898, l’Istituto Magistrale Maria Immacolata di Lanusei, il Santuario della Madonna d’Ogliastra. Vari ricordi riguardano Mons. Agostino Saba, del clero ogliastrino, noto scrittore di storia ecclesiastica, già addetto alla Biblioteca Ambrosiana di Milano e poi Vescovo di Nicotera e Tropea e Arcivescovo di Sassari.


 Sezione E – Curiosità varie

   Tra le curiosità si possono segnalare vari ricordi del periodo fascista e della seconda guerra mondiale, una collezione di oggetti di arte africana e di porcellane cinesi.


 Bibliografia

   A. Piseddu, il Museo Diocesano d’Ogliastra, “L’Ogliastra”, settembre 1995, pag. 3; M. Freddi, un gioiello mussulmano a Santa Maria Navarrese, “Studi Sardi”, XVI, 1958 59, pp. 386 -390 (sul reliquario conservato nel Museo).

 

Testo tratto da:

   GUIDA ALLA VISITA DEI MUSEI E DELLE COLLEZIONI DELLA SARDEGNA a cura di Caterina Lilliu, 1997, Arti Grafiche Pisano, Cagliari. pp. 148 -150


Regolamento

 

Il Museo Diocesano di Ogliastra fu fondato da Mons. Antioco Piseddu con decreto del 1° maggio 1992, secondo quanto preannunciato nella Nota Pastorale “Dio della Bellezza” sulla tutela e l’incremento dei beni culturali ecclesiastici, dell0 novembre 1987.

Ha sede in Lanusei, via Roma n. 106, nei locali del Seminario Diocesano.

Si propone di raccogliere e rendere fruibili i beni culturali ecclesiastici a servizio della

promozione culturale del territorio.

Fa parte del complesso integrato comprendente anche l’Archivio e la Biblioteca

Diocesani.

Esso è regolato dalle seguenti norme:

1. Il Museo è proprietà della Diocesi di Lanusei, ente civilmente riconosciuto con decreto

del Ministero dell’Interno del 1° dicembre 1986 (G. U. 27.1.87) e rientra tra le sue

attività previste dagli accordi concordatari del 18 febbraio 1984.

2. La gestione è affidata a un Direttore, nominato dell’autorità ecclesiastica.

3. Il Direttore è responsabile del Museo stesso, ne cura il funzionamento, tiene i registri e gli inventari, sbriga la corrispondenza, disciplina le visite del pubblico, cura

l’incremento delle raccolte, la compilazione di guide e cataloghi, promuove studi e

ricerche, tiene gli opportuni contatti con gli organismi ecclesiastici e civili competenti in materia di beni culturali.

4. Il Direttore fa parte della Commissione Diocesana per l’Arte Sacra e si avvale della

sua collaborazione.

5. Il Direttore dura in carica cinque anni e può essere confermato.

6. Il Direttore d’accordo con l’Autorità Ecclesiastica può scegliersi dei collaboratori che lo aiutino nei suoi compiti.

7. Il direttore è coadiuvato dal Comitato di Consulenza, i cui membri sono nominati dall’ Autorità Ecclesiastica.

8. Il Comitato svolge anche le funzioni di Consiglio Amministrativo del Museo: esamina i provvedimenti di carattere generale e particolare, i problemi riguardanti i locali, la sicurezza, il materiale esposto, gli acquisti, le attrezzature e quanto concerne il buon funzionamento del Museo.

9. Nei casi di urgenza il Direttore può agire col consenso dell’Ordinario Diocesano.

10. Il Comitato si riunisce su convocazione del Direttore quando è necessario e comunque almeno una volta all’anno, per preparare i bilanci preventivo e consuntivo, che dovranno essere presentati alla Curia.

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11. Le delibere del Comitato dovranno essere verbalizzate e presentate all’Ordinario

Diocesano per diventare esecutive.

12. Il materiale museale è di proprietà della Diocesi, eccettuati gli oggetti che risultino dati in prestito, temporaneo o perpetuo, da apposito documento firmato dal Direttore e dal proprietario. Negli inventari risulterà la proprietà degli oggetti.

13. La Diocesi assicura la gestione economica del Museo attraverso i propri fondi e

contributi, sovvenzioni, offerte, sponsorizzazioni da parte di enti pubblici, privati e altri eventuali aiuti.

14. Il Direttore potrà avere un fondo per spese correnti.

15. Il Museo sarà aperto al pubblico secondo un orario settimanale stabilito dal Direttore, che assicurerà la debita vigilanza.

16. Potranno essere organizzate dal Museo iniziative culturali di vario tipo, come

conferenze, dibattiti, mostre, concorsi ecc. ; potranno essere curate anche

pubblicazioni di libri, riviste, materiale illustrativo sia in stampa che in audiovisivi,

specie su temi di carattere artistico e culturali, concernenti il territorio.

17. Il prestito degli oggetti è regolato dalle leggi ecclesiastiche e civili e non potrà mai avvenire senza licenza scritta dell’Ordinario Diocesano.

18. Per quanto non previsto dal presente regolamento si fa riferimento alle norme

ecclesiastiche in materia di beni culturali e in ogni caso, alle disposizione

dell’Ordinario Diocesano.

 

CURIA VESCOVILE DI LANUSEI

Visto il Regolamento del Museo Diocesano di Ogliastra, ritenendolo conforme alla

legislazione ecclesiastica e civile in materia di beni culturali, lo si approva.

Lanusei, lì 30 maggio 1995

 

L’Ordinario Diocesano

(+Antioco Piseddu, Vescovo)

- SCARICA LO STATUTO E IL REGOLAMENTO

 
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Sito della Biblioteca Don Bosco di S.Eusebio Lanusei